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Mozione Congresso Nazionale di IDV
Approvata all’unanimità dai
180 delegati presenti il 21/1/2010
all’assemblea regionale della Campania
Questo
Congresso straordinario di “Italia dei
Valori” si celebra in un momento
particolarmente difficile per
l’Italia.Gli effetti devastanti della
recessione continuano a colpire
pesantemente tutti gli strati della
popolazione e, in misura più accentuata,
i ceti più deboli e i lavoratori.Il
governo sparge ottimismo a piene mani ma
non fa nulla per alleviare le
conseguenze della crisi, sia perché
manca di un progetto di sviluppo, sia
perché ha sperperato le risorse
disponibili in misure clientelari e in
mance elettorali, il cui ritorno in
termini economici è sostanzialmente pari
a zero.L’opposizione non ha ancora
trovato né un leader, né una visione
strategica che riempiano il vuoto
lasciato dal ritiro di Romano Prodi ed
il PD si perde in tatticismi e in
politicismi che non propongono soluzioni
adeguate alla gravità dei problemi del
Paese e non incontrano il consenso degli
elettori.In questo contesto, il nostro
partito ha un ruolo cruciale ed è
determinante per l’evoluzione della
situazione politica.Italia dei Valori,
grazie alla autorevolezza del Presidente
Di Pietro e al lavoro assiduo e oscuro
di tanti dirigenti che si impegnano sul
territorio in modo disinteressato al
servizio delle comunità locali, è
diventato un grande partito dal quale
non può prescindere chiunque voglia, in
modo non velleitario, costruire
l’alternativa al Governo
Berlusconi.Questa constatazione ci
riempie di orgoglio, soprattutto se
guardiamo al cammino percorso in pochi
anni, partendo da una situazione di
marginalità che rendeva difficile
perfino diffondere le nostre idee e
farle giungere agli elettori e ai
cittadini.Ma questa nuova situazione
accresce le nostre responsabilità e deve
indurci a fare un salto di qualità
nell’azione politica, nella struttura
organizzativa, nella elaborazione
culturale e nella capacità di
trasformare in proposta di governo in
tutte le sedi istituzionali quei valori
che sono nel nostro DNA: la politica
come servizio, la legalità, la difesa
dei più deboli, la giustizia sociale, la
tutela dell’ambiente e dei
lavoratori.Pertanto, è necessario che il
partito si dia una strategia coerente
con gli obiettivi che vuole
raggiungere.I principi che Italia dei
Valori persegue, se realizzati,
porterebbero cambiamenti strutturali non
solo nella politica e nella economia ma
anche nella società. E, proprio per la
loro portata dirompente, possono essere
conseguiti solo se diventano patrimonio
comune di un ampio arco di forze
politiche e sociali e, in primo luogo,
di tutta l’opposizione.È
imprescindibile, quindi, ricercare e
valorizzare i motivi di solidarietà con
tutte le formazioni politiche e con
tutte le rappresentanze della società
civile che si riconoscono nelle nostre
battaglie contro il governo e contro le
scandalose politiche che questo
Esecutivo sta portando avanti.In tale
contesto è doveroso esplorare i percorsi
per ridefinire in termini più
costruttivi il rapporto con il Partito
Democratico, inflessibili sui principi
ma duttili nelle modalità di approccio e
di esternazione.Ed è non rinviabile una
iniziativa forte che dia a tutti i
cittadini la dimostrazione plastica
della abnegazione e dello spirito di
servizio con cui i dirigenti e i
militanti del nostro partito si dedicano
alla politica in un chiaro quadro
BIPOLARE, che nella mente degli italiani
è molto più avanti di quanto le forze
politiche stesse comprendano.In questo
spirito il Congresso manifesta la
disponibilità di Italia dei Valori a
sciogliersi e chiede, nel contempo, un
gesto analogo a tutti i partiti del
centro sinistra, a cominciare dal
Partito Democratico, per dare vita a un
nuova formazione che unisca tutti gli
italiani onesti, desiderosi di costruire
insieme a noi un Paese più libero e più
giusto, in cui i diritti fondamentali -
alla sicurezza, al lavoro, a una
esistenza libera e dignitosa, alla
manifestazione del pensiero, alla
libertà di coscienza e di religione,
all’istruzione pubblica e gratuita e
all’elevazione sociale ed economica - e
le libertà garantite dalla nostra Carta
Costituzionale e dalle Convenzioni
internazionali non siano vuote
declamazioni o petizioni di principio ma
diritti soggettivi, forniti di
esigibilità sul piano giuridico.Oggi che
molti di questi diritti, in passato
considerati acquisiti, sono in pericolo,
a cominciare dalla partecipazione dei
cittadini alla vita democratica
attraverso l’elezione dei parlamentari,
oggi che si parla, addirittura, anche da
parte di politici moderati, di un nuovo
CLN per salvare la democrazia, solo un
gesto di rottura che dia l’avvio a un
grande progetto politico può invertire
la tendenza e riportare sulla via della
libertà e del progresso l’evoluzione
delle istituzioni repubblicane.Il
momento è molto più grave di quanto
l’informazione soporifera della
televisione normalizzata lasci
immaginare Il Congresso, con un gesto di
grande generosità verso i militanti e
verso tutti gli Italiani, dichiara la
disponibilità di Italia dei Valori ad
avviare un percorso che porti alla
confluenza in un nuovo Rassemblement più
grande, più forte e più rappresentativo
insieme con tutti i partiti, i
movimenti, le associazioni e le
aggregazioni spontanee di cittadini che
condividano gli ideali culturali,
politici e sociali che il nostro partito
persegue fin dalla sua
costituzione.Ovviamente, il processo
costituente della nuova formazione che
dovrebbe nascere deve essere tale da
salvaguardare e, anzi, da rafforzare le
nostre idealità, in quanto deve essere
chiaro che Italia dei Valori può
rinunciare alle strutture della forma
partito, ma non ai propri valori. A tal
fine, il percorso di traghettamento
dovrà garantire che il nuovo soggetto
politico abbia una linea compatibile con
le radici culturali e ideali di IDV,
così come, ovviamente, con quelle del
Partito Democratico.Cosa non difficile
perché i punti di convergenza fra i
nostri partiti sono molteplici e sono
molto più diffusi nella base che negli
organismi dirigenti.Perciò sarà
sufficiente, per assicurare il successo
dell’operazione, stabilire la prevalenza
delle idee sulle tessere, dei programmi
sulle cordate, delle competenze sulle
appartenenze, degli elettori sugli
iscritti.Il Congresso di Italia dei
Valori propone l’avvio immediato di una
fase costituente, articolata anche con
iniziative sul territorio, che porti
alla nascita di una Federazione, alla
quale, in un arco temporale da definire
- compatibile con gli obiettivi di alto
profilo, ma di altrettanto elevate
difficoltà che ci proponiamo di
realizzare - vengano trasferite aree
decisionali sempre più consistenti da
parte dei partiti fondatori. Con
l’intesa che il nuovo soggetto dovrà
qualificarsi per l’iniziativa politica e
non per l’esercizio burocratico del
potere, per la capacità di rappresentare
e di rispondere adeguatamente alle
istanze degli elettori e non per la
abilità nel destreggiarsi fra lobby,
poteri forti e correnti più o meno
organizzate. La proposta non può non
prevedere anche l’armonizzazione della
attività dei Gruppi parlamentari e dei
Gruppi consiliari in tutte le sedi
istituzionali, dalle Regioni ai Comuni.
Anche perché solo dal confronto e dalla
collaborazione nella azione politica
potrà nascere quella fusione delle idee
che deve precedere la fusione delle
strutture se si vuole che il futuro
“Rassemblement” rappresenti una svolta
per la politica e un motivo di speranza
per tutti gli Italiani.
Nello Formisano |